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14 ottobre 2007

vecchie pagine

Sarei stata
cielo
nella tua alba
vento
nelle tue vele
una nuvola
bianca
per accorgerti
che il cielo è sereno

Tu
perso in un oceano
che ti nasconde l’orizzonte
ma sparirà la nebbia
prima del buio
così che tu possa
ammirare la luna

C’è una stella
che brilla di più
dove non puoi vedere

Sarò il grido
che ti costringe
a combattere

sarò la lama
che ti ferisce
per ritornare più forte

la notte
che ridefinisce i contorni
e cancella i colori
illusioni del giorno

Tra le tue mani
agonizzante
il desiderio
di afferrare qualcosa di eterno
ma un vento più forte soffia
sopra di noi

Sono un pensiero
strappato alla tua fantasia
non mi cercare
tra le stelle
di bagliori infiniti e inarrestabili
tu
ora
guarda la luna

23 settembre 2007

Cercasi incipit

Credo che dovrei dare un titolo a questo blog. In effetti si chiama semplicemente con il mio nick… un vecchio vecchissimo nickname rimasuglio del mio passato in chat, tra l’altro breve e di scarsa intensità. Tutto cominciò dal mio primo modem, seconda metà degli anni novanta: mi incuriosivano le chat e con la mia amica abbiamo cominciato per gioco ad inventarci personaggi alla ricerca di nuove amicizie cybernetiche. Entrambe ci siamo fatte prendere la mano e la seconda fase ci vide chattare ognuna per proprio conto e senza personalità inventate, così lei ebbe qualche appuntamento finito male e io cominciai a chattare con un ragazzo e continuai a farlo sempre e soltanto con lui per circa 7 o 8 anni senza mai incontrarlo. Ci piaceva questo gioco di parlare di notte senza fare rumore, personalmente mi sorprendevo a scegliere di essere sempre me stessa nonostante avrei potuto decidere di essere chiunque. Non so se per lui fosse lo stesso: quando mi propose di vederci, prima pensai che scherzasse poi rifiutai temendo di rompere l’equilibrio raggiunto e così lui mi diede questo nome: miss.bit, inteso come “signorina virtuale”. Vista la mia infinita ingenuità mi sorprese molto quando mi spiegò che lo scopo stesso dell’esistenza delle chat è conoscere gente con cui fare sesso; mi chiesi come aveva potuto, allora, scriversi con me tanti anni, ma dovetti credergli il giorno in cui mi disse che era l’ultima volta, e così fu. Sono passati più di due anni, non ho più chattato con nessuno ed uso ancora lo stesso nomignolo: non c’è che dire, mi è proprio piaciuto, anche se mi sono vista spesso copiata, imitata, defraudata e rimango malissimo quando cerco di usarlo per iscrivermi e mi tocca cambiarlo perché “già in uso” … magari è sempre lui che lo ha suggerito anche ad altre ragazze con cui chattava…Allora, ispirata dal mio amico Glauco, mi è venuta un’idea: visto che il mio nick per eccellenza è stato coniato non da me ma da un’altra persona, voglio –si dice “bandire”?- un concorso per dare un titolo al mio blog. Naturalmente può partecipare chiunque, inviando un commento a questo post contenente la sua proposta di introduzione a queste pagine. IO sceglierò quello che mi piace di più e proclamerò il vincitore premiandolo in tutta la mia modestia con una copia del mio libro! In onore del sopra citato Glauco, il concorso scade il 31 OTTOBRE (2007) … vi aspetto!

14 settembre 2007

Oggi sono polemica

Il centro di Ancona, anche se non è chiuso al traffico, non ha parcheggi liberi. L’amministrazione cerca di convincerci ad usare i mezzi pubblici per limitare lo smog e il traffico nei limiti del possibile. Ci sono molti parcheggi a pagamento di quelli che si paga alla cassa quando si ritira la macchina, e i parcheggi per strada con le righe blu dove è necessario mettere le monetine corrispondenti al tempo che dobbiamo sostare e poi esporre sul cruscotto il bigliettino che viene rilasciato dalla colonnina. Non c’è altro a parte le righe gialle del carico e scarico.
Io lavoro in centro, quando la mattina perdo l’autobus, spendo i miei 3 euro di benzina, pago il parcheggio per lasciare la macchina e per fortuna che il biglietto del parcheggio vale anche per l’autobus con il quale posso arrivare vicino all’ufficio!
Ovviamente non vado a casa a pranzo. Ieri ero in pizzeria. Pieno centro, mercato, negozi e divieti di sosta ovunque. Un tipo protestava arrabbiatissimo con il vigile urbano che poche ore prima aveva multato tutte le macchine parcheggiate davanti ai negozi (righe gialle) e senza contrassegno (righe blu). Minacciava di aspettarlo domani e prenderlo a botte e poi nel discorso cercava di coinvolgere noi clienti cercando l’approvazione, il che era divertente ma l’unica cosa che sono riuscita a dirgli è: “non puoi mettere la macchina al parcheggio?” (coperto a 200 metri) salvo poi pentirmene quando ho visto che non aveva recepito il punto di domanda. Per farsi forza e dimostrare quanto fosse totalmente nel giusto, mi racconta che, quando ha aperto il negozio, ogni mattina metteva la macchina dall’altro lato della strada ed ogni sera ci trovava 80euro di multa! E lui ogni giorno continuava a rimettercela!! E ogni volta si prendeva la multa. Che uomo! Poi deve aver maltrattato il vigile, il quale probabilmente ha cambiato giro e fino a ieri non si era più permesso….. Quello che mi è dispiaciuto è stato dover notare l’accento meridionale, purtroppo i luoghi comuni sono ovunque, ma mentre la maleducazione dilaga, l’intelligenza dov’è?

9 settembre 2007

Mandiamoli a casa

Penso che l'esito del V-day sia andato oltre qualunque aspettativa e ciò vuol dire che sono in tanti gli italiani stanchi! Per fortuna. Io vorrei dire solo una cosa a quelli che ancora dicono che Beppe Grillo è comunista: leggete LA CASTA. Non è scritto da nessun comico e ce n'è per tutti.PS: c'è qualcuno che pensa che in Italia ci siano ancora politici di destra e politici di sinistra?

11 agosto 2007

pensiero


E anche se
niente
mi dovesse rimanere
io ti ringrazierò

ancora
per queste emozioni
che scoppiano in me
per queste parole
che cerco e incanto per te
Perché questo desiderio appagato
di fermare su un foglio
le forme astratte
dei miei pensieri
non permette al tempo
di scappare con la mia vita
mi da la gioia di esserci
mi fa sentire infinita
ed infinitamente

io



9 agosto 2007

Sogno di una mattina di piena estate

Un mio amico ha partecipato ad un concorso pubblico per 1 posto, è arrivato 17mo ed è stato assunto! Io ho partecipato 5 anni fa ad un concorso pubblico per 1 posto, sono arrivata seconda ed hanno assunto solo il primo :-(
Poi scopro che la graduatoria è ancora aperta: cioè appena si libera un posto per quella qualifica devono assumere me, che ora sono la prima :-D
Dopo tutto questo tempo il riaccendersi di questa speranza ha un che di nostalgico, ma sognare non costa niente e io oggi voglio sognare che mi possa succedere qualcosa di bello. E allora, lo scrivo qui, davanti a tutti, che se mi chiamano pago una cena a tutta la mia famiglia e agli amici più cari senza badare a spese! Faccio una festa così bella che tutti saranno felici quanto me!




5 agosto 2007

E le streghe dove sono?

C’è uno spot televisivo in questi giorni che fa riflettere. Inquadra donne con sorrisi estasiati davanti a stoviglie pulite grazie ad un detersivo. Io non lavo i piatti: lo fanno la lavastoviglie o il mio compagno, perché a me fatemi fare tutto ma non lavare i piatti!
E a vedere queste donne che si realizzano davanti al piatto che si sono lavate a mano penso che in Italia abbiamo avuto persino il coraggio di creare il Ministero per le Pari Opportunità, la cui sola esistenza è già un’assurdità (ma mi rendo conto che nello spartirsi le poltrone poteva essere rimasto fuori qualcuno, magari era donna, e allora si sono inventati questa, mettendo in pratica il proposito di creare nuovi posti di lavoro).
Ogni volta che rivedo i visi di quelle quattro poverine, insieme alla sorpresa perché lo spot non è stato ancora soppresso, mi vengono in mente due cose: la prima è “ma dove sono finite le femministe?” e la seconda è “non ci starebbe bene anche una triste, con il piatto meno brillante degli altri e il marito che la bastona perché ha usato un altro detersivo?”



26 luglio 2007

Siamo in trappola


Penso che il nostro sistema sanitario sia una vera trappola!
Non ci sentivo da un’orecchio: avevo bisogno di un’otorino. Ho pensato di rivolgermi alla struttura pubblica, ovvero l’Ospedale Regionale con il suo grande reparto di otorinolaringoiatria, ma non c’era posto fino a non si sa quando. Mi dirottano presso i poliambulatori per la fine di settembre e mentre penso a quanto sono stata fortunata a non essere stata rimandata all’anno prossimo, decido di non accontentarmi a stare tutta l’estate con un’orecchio tappato e chiedo un appuntamento negli orari di attività libero professionale. Me lo danno per il giorno successivo.
Cioè lo stesso medico che durante il suo orario di lavoro dipendente presso la struttura pubblica, per mantenere la quale io e molti come me paghiamo le tasse, non aveva tempo di visitarmi, ma nella sua pausa pranzo presso l’ambulatorio della struttura pubblica, per mantenere la quale io e molti come me paghiamo le tasse, lo trova e mi visita per la bellezza di 10 minuti (3 dei quali necessari a scrivere la ricevuta) e 81,80 euro!
A parte pensare a come ci si possa sentire a guadagnare centosessantamilaliredelvecchioconio in sette minuti e a parte l’euro che ha trasformato tutto a sua immagine e solo il mio stipendio da unmilioneottocentomila lire è diventato mille euro scarsi (al mese, non all’ora!), la mia impressione è che il sistema sanitario proprio non ci voglia curare! Forse se non fosse consentito ai medici di svolgere attività libero professionale all’interno della struttura PUBBLICA, lo troverebbero il tempo di visitare i pazienti che si presentano attraverso di essa. Se poi il lavoro dipendente non li soddisfa, escono dall’ospedale e si aprono l’ambulatorio PRIVATO. Non mi pare tanto difficile. E invece a loro capra e cavoli. E a noi?

16 luglio 2007

C'era una volta la convivenza

Oggi si parla di CUS, ieri erano i DICO, prima ancora PACS e chi più fantasia ha, più ne metta!
Non ho seguito tanto attentamente l’evoluzione di questa nuova invenzione istituita per distoglierci da chissà quali problematiche VERE, ma ho letto abbastanza da chiedermi per quale motivo dobbiamo davvero perdere tutto questo tempo su un argomento così scontato? Non era più semplice concedere la possibilità di contrarre matrimonio alle coppie omosessuali? Tanto la Chiesa non sarebbe stata d’accordo comunque, come non lo è ora con le varie sigle?!
Non vedo perché una coppia che ha scelto la convivenza, debba mandarsi le raccomandate per stipulare un “contratto di unione solidale” che ne tuteli i diritti, piuttosto che sposarsi, magari soltanto con rito civile?
Se in Italia è fondamentale più che in ogni altro Paese del mondo, attenersi alle direttive del Vaticano anche in politica e non solo nell’ambito della vita spirituale dei fedeli, allora tanto vale lasciar perdere tutto questo discorso perché lo sappiamo bene che per la Chiesa l’unica unione concepita è quella data dal sacramento del matrimonio. Ma mi chiedo come si possa disconoscere il diritto ad amarsi di due persone dello stesso sesso…
E qui arriviamo al dunque di tutta la faccenda, e cioè al suo lato economico non ultima la pensione di reversibilità! Viviamo in questo periodo forse di transizione, in cui versiamo i contributi per pagare le pensioni a chi ha avuto la fortuna di vedersela riconoscere, con la consapevolezza che la nostra non l’avremo mai per il semplice motivo che, se anche arrivassimo vivi alla meta dell’età, non ci darebbero abbastanza soldi da poterci sopravvivere, per cui lavoreremo fino alla tomba. E allora ci si illude di poter trovare il modo di non perdere la pensione del caro estinto, CHIUNQUE EGLI SIA.
Pare che la reversibilità per ora sia fuori discussione, d’altra parte viste le condizioni del nostro sistema previdenziale, è lecito pensare che non si possa discutere affatto da qui ai prossimi mille anni.
Per tutto il resto, a nome di coloro che non credono nel matrimonio, lasciateci convivere in pace!