Certo così è facile: uno può scrivere quello che gli pare e, senza spendere una lira, dire di aver pubblicato un libro. E’ triste perché incapaci e gente di talento rischiano di essere messi sullo stesso piano, ma alla fin fine chi se ne frega? Non lo so se le grandi case editrici ci snobbano a priori o perché non siamo bravi, secondo me è un mondo chiuso senza porte, solo mura alte alte fino al cielo: chi è dentro è dentro, ma chi è fuori riesce ad emergere solo se è un acrobata o uno scalatore. Datemi qualche giorno di tempo e appena avrò confermato la pubblicazione della mia creatura vi faccio vedere la copertina.
19 settembre 2007
Alla fine l’ho fatto print on demand
Certo così è facile: uno può scrivere quello che gli pare e, senza spendere una lira, dire di aver pubblicato un libro. E’ triste perché incapaci e gente di talento rischiano di essere messi sullo stesso piano, ma alla fin fine chi se ne frega? Non lo so se le grandi case editrici ci snobbano a priori o perché non siamo bravi, secondo me è un mondo chiuso senza porte, solo mura alte alte fino al cielo: chi è dentro è dentro, ma chi è fuori riesce ad emergere solo se è un acrobata o uno scalatore. Datemi qualche giorno di tempo e appena avrò confermato la pubblicazione della mia creatura vi faccio vedere la copertina.
30 agosto 2007
La prima volta
Che strano: per tutta la vita ho desiderato essere una scrittrice e per 10 anni ho tenuto questa cosa nel cassetto senza mai pensare di proporlo a qualcuno. Poi un giorno mi viene questa idea, comincio ad informarmi, ne parlo con qualche amico e diventa un pensiero fisso. Così mi accorgo che avevo smesso di scrivere ma non posso farne a meno e nel momento in cui sto per iniziare a montarmi la testa ed immaginare il mio nome in libreria, scopro che al mondo c’è molta + gente che scrive di quella che legge! Lo trovo surreale ma sta scritto su quasi tutti i siti delle case editrici e qualcosa di vero ci deve essere se questi sono sommersi di aspirazioni cartacee che non pubblicano praticamente mai se non dietro rimborso spese.
Io sono una lettrice. Lettrice principalmente di autori italiani perché mi piace la letteratura e la forma, l’esposizione prima del racconto e se leggo un autore straniero mi viene sempre in mente che è una traduzione e c’è il filtro del traduttore e magari si è un po’ persa quella che era l’idea dell’autore….
A forza di leggere mi è venuta la manìa di scrivere. Scrivevo tanto ai tempi della scuola, quando per interi pomeriggi fingevo di fare i compiti, quando all’ultimo banco fingevo di prendere appunti, quando ero disoccupata e aspettavo la depressione. Ma poi il lavoro, la casa, i soliti impegni, il tempo che non basta mai e la sera crollo sul divano come se avessi fatto il muratore anziché starmene 10 ore seduta a fare conti al computer!
Mi è capitata questa storia e l’ho scritta. L’ho riesumata dopo tutto questo tempo perché per puro caso (sarà un segno?) ho scoperto l’esistenza di editori print-on-demand, ovvero che non costano niente e stampano il libro solo dietro richiesta di acquisto (via internet). Ho pensato che poteva essere un’idea carina, almeno per eliminare tutta quella cartaccia ed avere un cimelio nella mia libreria. Prima però lo faccio leggere alla mia amica e le piace: dice che potrebbe piacere alla gente, forse varrebbe la pena di dargli una possibilità… ecco come ci si monta la testa!
28 agosto 2007
La forza del passato

20 luglio 2007
Scrivi che ti passa
Io attualmente sto leggendo, non senza una elevata dose di disgusto, il terzo libro della serie 3MSC, ma arriverò alla fine perché non rientra nelle mie abitudini non farlo anche quando il libro non mi piace e, dico la verità, ho persino letto di peggio!

Però dobbiamo riconoscere che Moccia è uno SCRITTORE, a differenza dei suoi famosi colleghi gossippari, conosce l’italiano ed ha anche avuto una buona idea quando ha scritto Tre Metri Sopra il Cielo.
Cerchiamo di capirlo: aveva questo bel romanzo e nessuno glielo pubblicava; lo faceva leggere in giro e tutti gli dicevano che era valido ma per tanti anni nessuna casa editrice lo ha sostenuto. Poi improvvisamente qualcuno si è accorto di lui, è scoppiato il fenomeno, grande e meritato successo, film e scopiazzamenti spudorati ad ogni angolo delle librerie. A quel punto l’editore gli ha chiesto il continuo e lui per rifarsi di tutto il tempo perduto non si è fatto pregare, ovviamente, visto che, ripeto, fa lo scrittore, lui!
Dopodiché qualcuno deve avergli suggerito di scriverne un altro dello stesso genere e lui ci è andato giù pesante con 600 pagine annacquate di inutilità, banalità, luoghi comuni e dialoghi scontati, alle quali vanno aggiunte le (appena) cento dell’”appendice” dedicata alla protagonista. Ha voluto cavalcare l’onda, perché adesso si fa così: non si diventa famosi per aver scritto un buon libro, ma si scrive un libro perché si è famosi e grazie a questo sicuramente qualcuno lo comprerà. Pensavo a quanti sconosciuti autori di libri ci sono in giro e molti di loro rimarranno sconosciuti per sempre, basta farsi un giro su internet per averne un’idea, mentre ovunque impazzano libri di gente che spesso se lo fa scrivere da qualcun’ altro perché da solo non lo sa fare….. E allora bravo Federico! Continua così, magari la prossima volta metti le avvertenze sulla controcopertina: vietato ai maggiori di 13 anni ;-)



