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19 settembre 2007

Alla fine l’ho fatto print on demand

Ho uploadato il file via internet dopo aver accuratamente studiato l’impostazione, corretto la grammatica e organizzato una suddivisione in capitoli. Quindi molto presto vedrà la luce il mio “libro” edito da http://www.boopen.it/.
E’ tutto molto semplice, tranne la personalizzazione della copertina che mi ha fatto venir voglia di lasciar perdere! Comunque finalmente completerò questo progetto che in 10 anni chissà quanti cassetti ha cambiato, tra un trasloco e l’altro, prima scritto a mano su un quaderno, poi copiato a macchina e poi messo su file: è diventato vecchio insieme a me. Quando l’ho proposto ad un paio di case editrici vere, l’unica che mi ha risposto voleva che mi comprassi 400 copie al prezzo di copertina in cambio non ho capito bene di quale tipo di promozione: io non è che ci voglio guadagnare, ma che me ne faccio di 400 copie? In realtà devo svuotare un cassetto ed approfitterò per mettere sotto l’albero di Natale questo lavoretto per amici e parenti, poi se qualcuno vuole fare un regalino a me, magari va sul sito e se lo compra !
Certo così è facile: uno può scrivere quello che gli pare e, senza spendere una lira, dire di aver pubblicato un libro. E’ triste perché incapaci e gente di talento rischiano di essere messi sullo stesso piano, ma alla fin fine chi se ne frega? Non lo so se le grandi case editrici ci snobbano a priori o perché non siamo bravi, secondo me è un mondo chiuso senza porte, solo mura alte alte fino al cielo: chi è dentro è dentro, ma chi è fuori riesce ad emergere solo se è un acrobata o uno scalatore. Datemi qualche giorno di tempo e appena avrò confermato la pubblicazione della mia creatura vi faccio vedere la copertina.

30 agosto 2007

La prima volta

Oggi per la prima volta ho mandato IL mio manoscritto (in effetti non so come chiamarlo, libro mi sembra davvero troppo!) ad una casa editrice, anzi per la precisione a ben 2 case editrici scelte dopo accurate ricerche perché erano le uniche che accettavano il file via mail: non volevo stamparmelo e spedirlo per posta: così almeno non ho speso soldi inutilmente…

Che strano: per tutta la vita ho desiderato essere una scrittrice e per 10 anni ho tenuto questa cosa nel cassetto senza mai pensare di proporlo a qualcuno. Poi un giorno mi viene questa idea, comincio ad informarmi, ne parlo con qualche amico e diventa un pensiero fisso. Così mi accorgo che avevo smesso di scrivere ma non posso farne a meno e nel momento in cui sto per iniziare a montarmi la testa ed immaginare il mio nome in libreria, scopro che al mondo c’è molta + gente che scrive di quella che legge! Lo trovo surreale ma sta scritto su quasi tutti i siti delle case editrici e qualcosa di vero ci deve essere se questi sono sommersi di aspirazioni cartacee che non pubblicano praticamente mai se non dietro rimborso spese.

Io sono una lettrice. Lettrice principalmente di autori italiani perché mi piace la letteratura e la forma, l’esposizione prima del racconto e se leggo un autore straniero mi viene sempre in mente che è una traduzione e c’è il filtro del traduttore e magari si è un po’ persa quella che era l’idea dell’autore….
A forza di leggere mi è venuta la manìa di scrivere. Scrivevo tanto ai tempi della scuola, quando per interi pomeriggi fingevo di fare i compiti, quando all’ultimo banco fingevo di prendere appunti, quando ero disoccupata e aspettavo la depressione. Ma poi il lavoro, la casa, i soliti impegni, il tempo che non basta mai e la sera crollo sul divano come se avessi fatto il muratore anziché starmene 10 ore seduta a fare conti al computer!
Mi è capitata questa storia e l’ho scritta. L’ho riesumata dopo tutto questo tempo perché per puro caso (sarà un segno?) ho scoperto l’esistenza di editori print-on-demand, ovvero che non costano niente e stampano il libro solo dietro richiesta di acquisto (via internet). Ho pensato che poteva essere un’idea carina, almeno per eliminare tutta quella cartaccia ed avere un cimelio nella mia libreria. Prima però lo faccio leggere alla mia amica e le piace: dice che potrebbe piacere alla gente, forse varrebbe la pena di dargli una possibilità… ecco come ci si monta la testa!

28 agosto 2007

La forza del passato


Ho comprato questo libro per un equivoco, confondendo il nome dell’autore con quello dell’ex ministro Umberto Veronesi e di questo mi vergogno molto, e chiedo umilmente scusa al Sig. Veronesi Sandro, e mi sono vergognata ancora di + quando sono andata a cercare se avesse scritto altre cose ed ho scoperto che ha pubblicato diversi libri… a mia insaputa! Bene: sto rimediando a questa imperdonabile mancanza, ed anzi ringrazio la mia ignoranza di avermi fatto scoprire questo scrittore bravissimo. La trama forse non è niente di speciale ma è interessante e soprattutto è scritto bene, è avvincente e mi è piaciuta molto la descrizione degli stati d’animo del protagonista che riesce a farti sentire al suo posto a volte in modo grottesco. Carina la favola finale con il saggio imperatore bambino: meditate gente meditate.

20 luglio 2007

Scrivi che ti passa




Mi è capitato di veder paragonare Federico Moccia a quegli autori di libri maggiormente presi in considerazione attualmente, ovvero veline, calciatori, paparazzi e delinquenti.
Io attualmente sto leggendo, non senza una elevata dose di disgusto, il terzo libro della serie 3MSC, ma arriverò alla fine perché non rientra nelle mie abitudini non farlo anche quando il libro non mi piace e, dico la verità, ho persino letto di peggio!
Però dobbiamo riconoscere che Moccia è uno SCRITTORE, a differenza dei suoi famosi colleghi gossippari, conosce l’italiano ed ha anche avuto una buona idea quando ha scritto Tre Metri Sopra il Cielo.
Cerchiamo di capirlo: aveva questo bel romanzo e nessuno glielo pubblicava; lo faceva leggere in giro e tutti gli dicevano che era valido ma per tanti anni nessuna casa editrice lo ha sostenuto. Poi improvvisamente qualcuno si è accorto di lui, è scoppiato il fenomeno, grande e meritato successo, film e scopiazzamenti spudorati ad ogni angolo delle librerie. A quel punto l’editore gli ha chiesto il continuo e lui per rifarsi di tutto il tempo perduto non si è fatto pregare, ovviamente, visto che, ripeto, fa lo scrittore, lui!
Dopodiché qualcuno deve avergli suggerito di scriverne un altro dello stesso genere e lui ci è andato giù pesante con 600 pagine annacquate di inutilità, banalità, luoghi comuni e dialoghi scontati, alle quali vanno aggiunte le (appena) cento dell’”appendice” dedicata alla protagonista. Ha voluto cavalcare l’onda, perché adesso si fa così: non si diventa famosi per aver scritto un buon libro, ma si scrive un libro perché si è famosi e grazie a questo sicuramente qualcuno lo comprerà. Pensavo a quanti sconosciuti autori di libri ci sono in giro e molti di loro rimarranno sconosciuti per sempre, basta farsi un giro su internet per averne un’idea, mentre ovunque impazzano libri di gente che spesso se lo fa scrivere da qualcun’ altro perché da solo non lo sa fare….. E allora bravo Federico! Continua così, magari la prossima volta metti le avvertenze sulla controcopertina: vietato ai maggiori di 13 anni ;-)